Vai al contenuto

Tra le vie marocchine

Dopo varie vicissitudini con le prenotazioni, il Marocco diventa realtà!
Il volo scorre veloce tra un pranzo speziato e la lettura della guida che mi fa già immaginare i posti che raggiungerò a breve.
Superata la lunga fila al controllo passaporti di Casablanca, non ci resta che recuperare le valigie e fare la conoscenza del nostro autista Mohamed che ci accompagna in hotel. La strada risulta più lunga e trafficata dell’attesa; la prima perché il nostro hotel è splendidamente posizionato nel centro città e la seconda per via della partita della nazionale marocchina.

Vista di Casablanca dall’hotel

Il traffico ci permette già da subito di fare conoscenza con la caotica e variopinta popolazione locale: da tutti i lati si scorgono ragazzi seduti sul baule aperto di una macchina o a correre per entrare dentro un furgoncino carico di gente o, quando lo trovano già pieno, ad aggrapparsi al di fuori della sua portiera!
All’arrivo in hotel veniamo accolti da un gentile cameriere che ci offre il noto tè alla menta, versandolo dall’alto da teiere argentate.
Disorientati da un fuso orario atteso e che invece sembra essere stato abolito, lasciamo le valigie e poi subito si esce alla ricerca di un ristorante. Nel primo giro di perlustrazione ci perdiamo nelle viuzze del mercato centrale: un tripudio di colori, frutta e verdura, spezie e tessuti, nonostante l’orario già serale.
Girando per le vie della medica, una scena mi colpisce in particolare modo: un locale pieno di soli uomini a guardare la partita e fumare ashisha. Neanche una donna nei dintorni.

Vicolo nella Medina

Ci dirigiamo quindi al ristorante prescelto, dove decido per un piatto tipico locale, il Kafka Tajine, uno stufato con polpette di manzo, uovo e verdure cotte a vapore dentro l’omonimo piatto di terracotta. Il tajine lo si può comunque trovare in diverse varianti sia con carne, con pesce o vegetariano e risulta un piatto ricco, caldo per la sera fredda ma non troppo pesante: mi riserverò nei prossimi giorni di gustarne di altri tipi!

La mattina dopo siamo in piedi già alle 6 per garantirci un giro prima di partire per Rabat. Superato lo shock per l’orario così mattutino (non proprio nelle mie corde), raggiungiamo la moschea di Hassan II che sta appena iniziando ad albeggiare: la vastissima piazza e l’edificio antistante affacciato sull’oceano sono resi ancora più belli dalla luce rosata che ne colora le sue superfici, in particolare l’alto minareto.
Con questa visita e numerose foto salutiamo questa città per procedere alla volta della capitale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: