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In giro per Istanbul

Il folto programma di Istanbul ha come fulcro la vasta piazza sultanahmet, un tempo l’ippodromo di Costantinopoli, ed è così suddiviso:

Giorno 1:

  • La cisterna
  • La moschea blu
  • Il grand Bazar

Giorno 2:

  • Il palazzo Topkapi
  • La cisterna basilica
  • Santa Sofia
  • Il mercato delle spezie
  • La gita in battello

Le moschee sono disseminate ovunque e tutte molto imponenti. Per prima abbiamo visitato la moschea Blu, commissionata con l’ambizione di divenire la più grande della città, vanta ben 6 minareti.
Da questa visita ho appreso che per entrare in una moschea bisogna rispettare tante regole, soprattutto se sei una donna: occorre coprire le gambe fin sotto al ginocchio, la testa, le spalle e le braccia interamente. Gli uomini invece possono entrare con le mezze maniche e non hanno bisogno di coprire la testa, ma non possono usare calzoncini. Tutti dobbiamo levare le scarpe prima di entrare.

Moschea Blu: vista da cortile

La moschea è imponente e molto bella con un ampio cortile all’ingresso ma, sinceramente, un po’ deludente per via del restauro in corso che non ci ha permesso di ammirare il disegno creato dalle numerose maioliche azzurre che danno il nome all’edificio.

Santa Sofia invece é un potpourri di culture, religioni ed epoche: nata come chiesa bizantina, aumentata in dimensioni da Costantino per sedare la rivolta di Nika, con gli ottomani diventa poi una moschea. Negli anni inoltre gravi problemi strutturali hanno portato a numerosi interventi, come l’aggiunta di contrafforti e di colonne. Oggi che tutti gli arazzi utilizzati per coprire le pareti ai tempi in cui fu una moschea sono stati tolti per riportare alla luce la parte cristiana; l’effetto che ne risulta è molto singolare: le due religioni si fondono assieme e i mosaici di Cristo e della Madonna sono circondati dal nome di Allah.

Santa Sofia

Io sinceramente ho trovato Santa Sofia troppo caotica e disordinata in tutto questo mix, però ho trovato fantastici i mosaici, i cui tasselli sono così minuscoli da riuscire a rappresentare con dovizia di particolari ogni elemento, come ad esempio le pieghe sulle vesti e addirittura esprimere esattamente lo stato d’animo nei volti. Purtroppo però anche qui la grande impalcatura ci ha impedito di vedere la chiesa-museo nella sua interezza.

La vera chicca della giornata è stata il palazzo Topkapi. Tra le tre porte imperiale, del saluto e della felicità si apre una distesa di cose da ammirare e tantissime occasioni per degli scatti meravigliosi. Passato l’ampio giardino iniziale cominciamo il tour dalle cucine dove, oltre ai vari calderoni, mestoli e stoviglie si possono ammirare soprattutto le collezioni straordinariamente conservate di porcellane delle più famose dinastie cinesi.

Contenitori per bevande

Passando oltre la porta della felicità, così chiamata perché oltre si accede ai luoghi frequentati dal sultano e pertanto con un’alta probabilità di incontrarlo, si trovano dei chiostri utilizzati per accogliere delegazioni o ospiti importanti del sultano. Da questa zona le ampie terrazze permettono di godere di un fantastico panorama da un lato sul corno d’oro e dall’altra sul mar di Marmara. Un tempo il sultano in persona si affacciava di notte dal suo balcone per ammirare i suoi preziosi tulipani, illuminati da candele “mobili” messe sul guscio di delle tartarughe che passeggiavano per questo cortile!

La giornata è fantastica e grazie ad un cielo limpido e azzurro intenso, godiamo dell’ora libera per ridere e scattare numerose foto soprattutto in questa zona.

Porta di ingresso all’harem

L’entrata all’harem è separata e richiede un pagamento a parte. Scendiamo subito le scale e ammiriamo un dormitorio e un hammam, ci giriamo intorno un po’ deluse che delle 400 stanze di questo harem si potessero vedere così pochi spazi e risaliamo sopra… dove ci accorgiamo che in realtà siamo entrate nella zona degli eunuchi! Seguiamo quindi l’altro ingresso e iniziamo il vero giro dell’harem: le stanze sono tante e molto ricche. Anche qui la predominante è la maiolica blu che colora le pareti delle numerose stanze.

Il percorso è lungo e vale la pena pagare il biglietto per visitarle. Facciamo in tempo ad essere sgridate dalla guida che è ora di andar via e andare a mangiare.

Altra cosa da non perdere ad Istanbul sono il museo delle spezie e il gran bazar. Soprattutto questo secondo è un mercato enorme con ben 22 porte dentro il quale è facile perdersi tra odori, colori e assaggini vari. Il te in particolare ha dei profumi così intensi e buonissimi: ne ho comprato un po’ e non vedo l’ora di assaggiarlo al mio rientro. Passeggiando per questi lunghi corridoi coperti si può inoltre saggiare la gentilezza e l’ospitalità turca con i vari commercianti che ci offrivano continui assaggini, solo per il piacere di far conoscere i loro sapori.

Gita su Bosforo

La degna conclusione di questa due giorni così intenda non poteva essere nient’altro che la gita in battello sul Bosforo, reso ancora più indimenticabile dalla cornice del tramonto. Siamo partiti dal corno d’oro e costeggiato prima la parte europea e al ritorno quella asiatica.

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2 pensieri riguardo “In giro per Istanbul Lascia un commento

    • Vai tranquilla, la situazione è molto stabile. Tieni comunque presente che è una metropoli, ma non è più insicura di qualsiasi altra città europea. Inoltre con il cambio favorevole risulta particolarmente economica!

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