Vai al contenuto

Istanbul: la città sui due continenti

Con la notte insonne e l’arrivo in aeroporto alle 4:00 del mattino, la due giorni ad Istanbul inizia in salita.

All’aeroporto ad accoglierci, pimpante e piena di energie quanto i suoi riccioli rosso fuoco, Buket, la guida che ci seguirà per tutto il nostro tour.
La minuta quanto instancabile guida, ci ha accompagnati velocemente in hotel per depositare le valigie e iniziare subito con l’intenso tour di questa città.

Istanbul è una città penso unica nel suo genere: il posizionamento su due continenti riflette questa sua natura non nettamente definibile. Questa città da ben 20 milioni di abitanti infatti è un crocevia di differenti culture mischiate tra di loro e capaci di convivere ormai quasi in maniera naturale.

Sultanahmet

La prima cosa con cui ci si scontra al proprio arrivo è il traffico, neanche lontanamente paragonabile a quello italiano. Lunghe file e clacson libero caratterizzano le strade cittadine a qualsiasi ora del giorno.

La seconda cosa che mi ha colpito è l’enormità di ogni edificio e costruzione, che io ho percepito quasi come un bisogno di primeggiare. E così piuttosto si aggiunge un minareto alla Mecca per permettere la costruzione della moschea Blu con ben 6; o come il palazzo di Dolmabahçe, ispirato alla reggia di Versailles, ma poi divenutone ancora più grande e ricco.

Altra caratteristica di Istanbul sono le cisterne: enormi (ovviamente) costruzioni disseminate nel sottosuolo. Noi ne abbiamo visitate due, molto differenti tra di loro, ma comunque entrambe molto belle. La prima, ristrutturata da poco, ha un aspetto molto moderno e si presenta molto ordinata e precisa, con tutte le colonne uguali e ben allineate. Le vasche sono mantenute piene per diversi centimetri, e abitate dalle trote.

Cisterna

La cisterna basilica invece risulta molto più suggestiva. Camminare lungo i vari corridoi da quasi un senso di stranimento per la poca luce, il forte odore di umido che ti entra nelle ossa, le piccole gocce che cadono dagli alti soffitti ma soprattutto per l’utilizzo di elementi di recupero.

Cisterna Basilica

Nessuna colonna è uguale a quella affianco, e così si trovano un mix di colonne ioniche alternate a quelle romane; capitelli tondi, quadrati o di altre forme e addirittura due teste di medusa utilizzate come basi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: